mercoledì 19 maggio 2010

Morte Per Acqua

Idea:
non c'eran parole, rumori soltanto come voci sorprese,
il mare soltanto
...

Strumenti utilizzati :

1) Chitarra acustica (la prima parte in reverse,
la seconda parte naturale)
2) Chitarra elettrica (effetta con delay)
3) Armonica (effettata con delay e reverse)
4) Voce 1 (effettat con flanger e delay)
5) Voce 2 (parlata attraverso un legno cavo)

Testo:

Dimenticò il grido dei gabbiani
e il fondo gorgo del mare

Death by Water - T.S. Eliot




lunedì 3 maggio 2010

RGB-CMYK

Idea:

Una parola è gabbia per il significato;
Cinque linee sono sbarre per il suono.

Strumenti utilizzati :

1) Hapi drum (effettato con chorus e phaser)
2) Kazoo (chorus tre tracce loopate su 3 tonalità diverse)
3) Sitar (di fondo effettato con delay)
4) Sitar (solista)
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5) Voce 1 (reverse)
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6) Didjeridoo (percuotendo l'imboccatura + microfono effettato Big Muff e flanger)
7) Voce 2 (mandata in loop)
8) Voce 3
9) Percussioni varie (tamburello bonghi e djembè)
10) Grattugia e cucchiaio (effettati con Big Muff)
11) Voce 4 (effettata con delay)

Testo (in reverse):

Lenta la speranza striscia stanca seguendo lontane logiche liquide
Non c'è miglior modo di render lo spirito schiavo che invitarlo nella gabbia del linguaggio
e ingannarlo specchiandolo nei larghi sistemi, ivi stringendolo con forza in una sudicia camicia cucita di splendidi significati.
Spaccar la verità cerchiandola nei confini della proprietà, dirigendo il pensiero in strade sicure e senza sassi
Delimitar l'area e chiamarla libertà
Render pane le rose senza spine e polveroso l'odioso osare eroso dal tremendo ticchettio del tempo
Senza voce senza occhi senza mani senza corpo spariremo, ed insieme saremo
Suono
_

La fabbrica

Idea:

L'uomo imita la macchina

Strumenti utilizzati:

Rumori elettronici
Didjeridoo
Voce1 (50% effettata con Big Muff e delay & 50% delay)

Quasar


Idea:

Il viaggio del pensiero se lasciato libero di pensare.

Strumenti utilizzati:

Didjeridoo
Sitar (effettato con delay)
Voce1
Campanelli

Indulgentiarum Doctrina


Idea:

"Indulgentiarum doctrina è il titolo di una Costituzione apostolica di Papa Paolo VI sul senso e l'uso delle indulgenze nella Chiesa cattolica. Non si occupa di definire quali e quante siano le indulgenze concesse, ma pone i fondamenti dottrinali delle indulgenze stesse."

O la discrezionalità del giudizio.

Un essere umano, uno stolto ed il Bene Celeste in cambio di beni terreni.
Su un tappeto di "Ora pro nobis".

Strumenti utilizzati:

Voce1
Voce2
Coltello+Lattina
Plettro
Forbici


Arjuna


Idea:

Arjuna è l'io cosciente dotato di libero arbitrio

Strumenti utilizzati:

Hapi drum
Sitar
Kalimba
Voce1 (effettata con flanger)
Voce2

Il manifesto dei perchè

PERCHE'?
PER il suono.
CONTRO la banalità del male.
PER la comunicazione.
CONTRO i vuoti costrutti.
PER i liberi matti.
CONTRO le sane gabbie.


La notazione sicuramente più diffusa in Occidente per scrivere la musica è il pentagramma.

Esso dà infatti un ordine e una logica alla disposizione delle figure musicali che rappresentano le singole note.

Il pentagramma è composto da cinque linee e quattro spazi che intercorrono tra le linee.

Non essendo possibile rappresentare la vastità delle note con il solo pentagramma si può fare ricorso anche a linee aggiuntive per delimitare nuovi spazi.

Quando si scrive la musica, è importante tenere conto anche della chiave, un simbolo di riferimento per determinare la corrispondenza biunivoca tra le altezze nel pentagramma e le diverse frequenze.

Non è raro che la chiave cambi nel corso del brano per ospitare con facilità note diverse.

L'uso di una chiave piuttosto che un'altra è soprattutto deciso dallo strumento che utilizzerà lo spartito.

Il pentagramma è un sistema di scrittura convenzionale che artificiosamente inscrive il suono all’interno di uno schema, creando così il concetto di musica riproducibile, opponendosi al libero suono.

Essendo il pentagramma una convenzione umana, l’uomo stesso è in grado di abbatterla.

Libero, nel libero suono.

Il metodo sicuramente più diffuso in Occidente per punire le azioni è la prigione.

Essa dà infatti un ordine e una logica alla disposizione delle pene che rappresentano le singole azioni.

La prigione è composta da numerose recinzioni e ristretti spazi che intercorrono tra le recinzioni.

Non essendo possibile punire la vastità delle azioni con le sole prigioni si può fare ricorso anche a recinzioni aggiuntive per delimitare nuovi spazi.

Quando si puniscono le azioni, è importante tener conto anche della legge, un simbolo di riferimento per determinare la corrispondenza biunivoca tra le modalità di detenzione e i diversi reati.

Non è raro che la legge cambi nel corso del tempo per ospitare con facilità azioni diverse.

L’uso di una legge piuttosto che un’altra è soprattutto deciso dal potere che utilizzerà la detenzione.

La prigione è un sistema di punizione convenzionale che artificiosamente inscrive il pensiero all’interno di uno schema, creando così il concetto di azione punibile, opponendosi al libero pensiero.

Essendo la prigione una convenzione umana, l’uomo stesso è in grado di abbatterla.

Libero, nel libero pensiero.